Parigi non tutta

Parigi, di cui l’americano Waldo Emerson diceva che era stata edificata per il mondo intero, questa « ragazza », « amica », « sposa » dalla fisionomia che « sempre gioisce »i, era il luogo di riunione sognato per un incontro internazionale della donna che non esiste. Femminile, Parigi esiste oltre « la materialità delle sue mura »ii e non appartiene a nessuno. Non si addice dunque anche a queste Grandi Conversazioni Virtuali che avranno luogo fra un anno ? E’ questa città plurale, sospesa fra due rive che poeti, artisti, cantautori, storici e urbanisti hanno cercato di afferrare. Rischiamo a nostra volta e partiamo alla ricerca di questo luogo inafferrabile che è la Parigi della donna che non esiste.


i Citato da Pierre Citron, La poésie de Paris dans la littérature française de Rousseau à Baudelaire, t.2, Paris, Éditions de Minuit, p.198.

ii Dominique Kalifa, Paris, une histoire érotique d’Offenbach aux Sixties, Paris, Éditions Payot & Rivages, 2018, p. 10.