{"id":8914,"date":"2021-09-16T21:28:51","date_gmt":"2021-09-16T19:28:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.grandesassisesamp2022.com\/la-femme-nexiste-pas-2\/"},"modified":"2021-09-17T21:38:29","modified_gmt":"2021-09-17T19:38:29","slug":"la-femme-nexiste-pas-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grandesassisesamp2022.com\/it\/la-femme-nexiste-pas-2\/","title":{"rendered":"\u00abLa donna non esiste\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Tra un anno si aprir\u00e0 la Grande Assise virtuale dell\u2019AMP. Essa giunge in un momento in cui un vento soffia ovunque. Le voci delle donne stanno emergendo, rompendo un silenzio che viene da lontano. Esse proclamano legittimamente il loro desiderio di uguaglianza e di libert\u00e0, denunciando le ingiustizie sessiste e la violenza contro le donne. La psicoanalisi fa la sua parte in questo movimento.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo testo ha lanciato, il 30 aprile 2021, la Grande Assise virtuale internazionale dell\u2019AMP.<br>Scopritelo integralmente qui sotto.<br>E ascoltate Christiane Alberti, direttrice di questa Grande Assise, presentarlo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"nv-iframe-embed\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Les Grandes Assises Virtuelles Internationales de l&#039;Association Mondiale de Psychanalyse\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/84y7HZTWIxM?start=17&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><strong>Logica freudiana<\/strong> (\u2013\u03c6) <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Delle donne sono all\u2019origine della psicoanalisi. Ascoltandole, Freud ha fatto intendere una parola inedita sulla loro vita amorosa e sessuale, in un tempo in cui si vedevano in loro solo delle genitrici. Ma porta il marchio della sua epoca e \u00abla tradizione di un lungo passato\u00bb. Oggi diremmo che la concezione freudiana della femminilit\u00e0 \u00e8 fallocentrica. Freud, infatti, si \u00e8 regolato sul fallo come simbolo della castrazione per pensare la femminilit\u00e0. Nell\u2019inconscio, l\u2019essere femminile sarebbe irrimediabilmente segnato da una mancanza, colpito dal segno meno. \u00c8 un punto di vista che si radica nell\u2019impatto dell\u2019impressione (ricordo infantile) del confronto immaginario dei corpi maschile e femminile che fa credere a un\u2019assenza femminile e alla castrazione della madre. Da questo <em>avere<\/em> ancorato al corpo, ne conseguirebbe che l\u2019uomo si pensa completo mentre l\u2019altro sesso sarebbe segnato da una irrimediabile incompletezza, con il suo carico di delusione, rivendicazione, avidit\u00e0 e rivalit\u00e0 eterna tra uomini e donne.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ci\u00f2 che ha scioccato molte femministe, ritrovare sotto la penna di Freud i <em>topos<\/em> pi\u00f9 insopportabili che fanno della donna un essere privato, dotato di un sentimento di inferiorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa logica, che consiste nel concepire l\u2019edipo per la bambina a partire dalla sua versione maschile, sfocia in un cammino tortuoso verso la femminilit\u00e0. Freud stesso ha preso la misura dei limiti di questo approccio, sia per le donne che per gli uomini, poich\u00e9 \u00e8 inciampato sull\u2019enigma della femminilit\u00e0 che non si lascia risolvere dal complesso di castrazione. Da qui le parole taglienti di Lacan: \u00abPer misurare la vera audacia del suo passo [di Freud], basta considerarne la ricompensa, che non s\u2019\u00e8 fatta attendere: lo scacco sul carattere eteroclito del complesso di castrazione<a href=\"#_edn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00bb. Il famoso <em>rifiuto <\/em>della femminilit\u00e0 non era forse da leggere diversamente? Sar\u00e0 la via di Lacan.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Occultazione del principio femminile<br><em>\u00abNon ne possiamo pi\u00f9 del padre\u00bb<\/em><\/h4>\n\n\n\n<p>Lacan ha in primo luogo formalizzato l\u2019edipo freudiano attraverso la riduzione linguistica del mito, con il Nome-del-Padre e la metafora paterna. Con questa operazione di simbolizzazione, il Nome-del- Padre si sostituisce all\u2019incognita (x) del desiderio della madre e le d\u00e0 un senso. Il soggetto \u00e8 cos\u00ec condotto ad un rapporto normalizzato con il desiderio sottomettendosi alla Legge simbolica. L\u2019effetto della metafora \u00e8 di coinvolgere i soggetti per pensare, godere, riprodursi&#8230; nelle norme degli ideali classicamente ammessi del loro sesso.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi tempi di strutturalismo, L\u00e9vi-Strauss teorizzava che le donne sono impegnate come oggetti di scambio tra lignaggi fondamentalmente androcentrici. Lacan si allontana da questa concezione. Egli non manca di rilevare che qui c\u2019\u00e8 un \u00abinaccettabile\u00bb della posizione della donna, che attiene alla sua \u00abposizione di oggetto<a href=\"#_edn2\">[2]<\/a>\u00bb, anche se d\u2019altra parte \u00e8 completamente sottomessa all\u2019ordine simbolico cos\u00ec come l\u2019uomo. Vi vede \u00abil carattere [&#8230;] conflittuale, [&#8230;] senza sbocco, alla sua posizione \u2013 l\u2019ordine simbolico letteralmente la sottomette, la trascende<a href=\"#_edn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>\u00bb. In questo regime, che non esita a qualificare proudhoniano del \u00abtutti gli uomini<a href=\"#_edn4\">[4]<\/a>\u00bb, il tentativo di assegnarla ad un posto (moglie, madre, figlia&#8230;) \u00e8 destinato al fallimento e non manca mai di suscitare la rivolta. Una parte del femminile non riesce a trovare il suo posto nel mondo, \u00e8 propriamente insituabile, e questo non risale a ieri!<\/p>\n\n\n\n<p>Lacan terr\u00e0 conto molto presto di questa parte, andando contro una psicoanalisi garante della \u00abpace in casa\u00bb che riporterebbe la donna alla madre e l\u2019uomo al bambino. Come meglio dire che la supremazia del padre a fondamento della nostra cultura, ha un rovescio che Lacan ha formulato come \u00abl\u2019occultazione del principio femminile sotto l\u2019ideale maschile<a href=\"#_edn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sembianti<\/strong><strong><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Questa formalizzazione lo ha portato, in un secondo tempo, a ricondurre <em>il<\/em> padre non a un nome ma a una funzione, che rende possibile una pluralit\u00e0 di supporti, <em>dei<\/em> Nomi-del-Padre. Lacan aveva infatti diagnosticato a partire dagli anni \u201830 il declino del padre onnipotente. Non c\u2019\u00e8 <em>Il<\/em> padre, ma uno sciame di significanti (significanti-padroni) in grado di nominare i modi di godere di un\u2019epoca. Questa pluralit\u00e0 rende conto dei mutamenti contemporanei e in particolare della grande diversit\u00e0 della vita sessuale: ciascuno inventa il proprio modo di godere e di amare, rivendicando un nome per scenari che detronizzano l\u2019edipo come soluzione unica del desiderio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutta questa architettura simbolica edipica, costruita su immagini e significanti, non \u00e8 altro che una finzione in cui si rivela il carattere di <em>sembiante<\/em> di cui Lacan ha avanzato il valore, l\u2019uso. Il fallo, che il padre consegna come ideale, emblema della potenza simbolica, \u00e8 anch\u2019esso un sembiante di cui si vestono uomini e donne, a seconda di una virilizzazione o femminilizzazione dell\u2019apparire (<em>par-essere<\/em>) per trattare il sessuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Lacan aveva quindi anticipato l\u2019era del genere fluido (<em>gender fluid<\/em>) che ha portato via il binario uomo\/donna. Gli uomini, le donne, i generi di ogni genere, sono innanzitutto esseri di linguaggio. La paternit\u00e0, e molto presto la maternit\u00e0, il matrimonio, sono solo finzioni. Non c\u2019\u00e8 motivo di credere fino in fondo a tutte queste \u00abragazzate<a href=\"#_edn6\">[6]<\/a>\u00bb significanti, fa intendere un Lacan volteriano, ironizzando sulla finzione del linguaggio, pur dimostrando la loro utilit\u00e0 in quanto sembianti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. La presa di parola delle donne in analisi lo spinger\u00e0 a trarne tutte le conseguenze sulla strutturazione e le forme del desiderio. Egli \u00e8 portato a prendere in considerazione una dissonanza tra, da un lato, le posizioni sessuali definite nell\u2019Altro, che si prestano a tutti gli slittamenti significanti e, dall\u2019altro, il <em>pi\u00f9-di-godere<\/em> particolare a ciascuno, che \u00e8 soggetto a una grande inerzia. In altre parole, si esercita una tensione tra il significante-padrone S<sub>1<\/sub>, nella prospettiva dei discorsi, collettivizzante, idealizzante, e <em>a<\/em>, l\u2019oggetto di godimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi Lacan andr\u00e0 oltre questa tensione tra S<sub>1<\/sub> ed <em>a<\/em>, derivati dal fallo, per impegnarsi sulla strada di un godimento supplementare che resiste al senso sessuale.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sessuazione<\/strong><strong><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Lacan introduce il termine <em>sessuazione<\/em> per indicare l\u2019elemento soggettivo di scelta, dipendente da ci\u00f2 che ha chiamato <em>le formule della sessuazione<\/em>. Queste ultime forniscono indicazioni quanto al modo possibile di inscriversi nel sesso, al di l\u00e0 degli stereotipi della designazione uomo\/donna. Cos\u00ec, nel suo Seminario <em>Ancora<\/em>, egli enuncia questa scelta nei termini de \u00abla parte chiamata uomo<a href=\"#_edn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>\u00bb, \u00aboppure donna\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u00abparte chiamata uomo\u00bb permette a un soggetto <em>chiunque sia <\/em>di inscriversi sotto il regime della castrazione, nel senso del limite che instaura la funzione linguaggio. Il regime della mancanza \u00e8 quindi proprio qui sul lato maschile! L\u2019esperienza del corpo che gli corrisponde \u00e8 quella di un godimento limitato all\u2019organo fallico, localizzato, sentito come fuori corpo. Questa parte quindi delimita il mondo della sessualit\u00e0 in cui si ama e desidera l\u2019altro aiutandosi con il fantasma: del corpo dell\u2019Altro, si pu\u00f2 godere solo mentalmente ($ \u25ca <em>a<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>La \u00abparte chiamata donna\u00bb, invece, non risponde ad alcun universale ma solo ad un rapporto contingente con il fallo. Non \u00e8 tutta presa nella dimensione fallica, perch\u00e9 alla radice di questo <em>non-tutto<\/em>, Lacan postula un godimento propriamente femminile: un godimento del corpo, indicibile, senza forma, n\u00e9 ragione. Se la si dice \u00abimpropriamente\u00bb femminile, \u00e8 nel senso in cui \u00e8 la sessualit\u00e0 femminile che ne d\u00e0 la panoramica migliore: in termini immaginari, il <em>continente nero <\/em>freudiano o il <em>sentimento oceanico<\/em>; in termini logici, l\u2019infinito o il non-tutto. \u00c8 proprio l\u2019immagine di un godimento \u00abavvolto nella propria contiguit\u00e0<a href=\"#_edn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>\u00bb che, fin dagli \u00abAppunti direttivi per un Congresso sulla sessualit\u00e0 femminile\u00bb, indicava il rapporto con l\u2019infinito. I suoi effetti di illimitatezza, si ritrovano in particolare nella mistica o in forme di abbandono di s\u00e9, che sfuggono al quadro che d\u00e0 il fantasma.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa parte chiamata donna \u00e8 senza misura comune con gli ideali, perch\u00e9 non si inscrive nell\u2019ordine dei valori ma rientra nell\u2019unicit\u00e0. \u00c8 un modo di godere che fa di ciascuna donna un\u2019eccezione e che, a questo titolo, non pu\u00f2 collettivizzarsi. Ecco perch\u00e9 nessun nome pu\u00f2 costituire l\u2019insieme di \u00abtutte le donne\u00bb. Questa mancanza di nome, Lacan la scrive S<sup> <\/sup>(\u023a). Per il fatto di essere fuori linguaggio, questo godimento non d\u00e0 alcuna possibilit\u00e0 di ancoraggio a un\u2019identificazione, non ci si riconosce, al punto che Lacan ha potuto dire che induce piuttosto il sentimento di essere <em>Altro<\/em> per se stessa. A questa mancanza nell\u2019Altro risponde l\u2019esigenza della parola d\u2019amore come unica via di supplenza possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste strutture significanti del corpo permettono di declinare le forme differenziate dell\u2019amore e del desiderio, feticista o erotomaniacale, a seconda che privilegino la via dell\u2019oggetto o dell\u2019amore come condizione del godimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il passo decisivo compiuto da Lacan \u00e8 stato quello di aver affermato che, se le donne sono senza una vera mediazione, esposte a questo godimento supplementare, non ne hanno per questo il monopolio. Vale anche per gli uomini. Ci\u00f2 che Lacan chiamava <em>principio femminile<\/em> pu\u00f2 dunque essere generalizzato agli uomini e si illumina come il principio di un godimento che si supporta al di l\u00e0 del senso fallico: d\u00e0 il suo statuto pi\u00f9 profondo al godimento.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Aspirazione contemporanea alla femminilit\u00e0<\/strong><strong><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Dichiarando \u00abLa donna non esiste<a href=\"#_edn9\">[9]<\/a>\u00bb, Lacan anticipava una questione se non la questione principale del mondo contemporaneo: ci sono <em>le<\/em> donne, s\u00ec, e come! Sono ovunque. Gli uomini non si sono ripresi, e nemmeno le donne. Le resistenze pi\u00f9 forti, dai colori del delirio e della rabbia, quelle degli uomini come quelle delle donne, consistono nel voler ricondurre questa aspirazione alla femminilit\u00e0 all\u2019ordine androcentico. Jacques-Alain Miller vede in questa aspirazione uno dei fenomeni pi\u00f9 profondi della nostra civilt\u00e0: \u00abLe grandi fratture tra l\u2019ordine antico e quello nuovo alle quali assistiamo, si decifrano, almeno per una parte, come l\u2019ordine virile che indietreggia di fronte alla protesta femminile<a href=\"#_edn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>\u00bb. Il femminile, di cui J.-A. Miller segnala la crescente importanza, non \u00e8 dell\u2019ordine di un nuovo padrone poich\u00e9, come abbiamo visto, in quanto tale sfugge a ogni padronanza, a ogni sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>Volendo \u00abmettere il fallo nel dimenticatoio\u00bb, Lacan non aveva forse preceduto, in un certo senso, le neo-femministe di oggi che vorrebbero affrancarsi dal senso sessuale cos\u00ec come \u00e8 comunemente ammesso nell\u2019Altro? Aldil\u00e0 delle diverse trasformazioni che il neo-femminismo ha conosciuto dagli anni \u201870, oscillando dal femminismo politico (detto di dominazione) al femminismo dei corpi (\u00abpro sex\u00bb), il femminile ha sempre insistito. Oggi appare come una questione di fondo che supera le teorie del genere. Volendo \u00abdisfare l\u2019assegnazione del genere\u00bb, queste ultime hanno negato il significante <em>donna<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Al cuore di questo movimento, i recenti tentativi di riformare la lingua, si confrontano con il funzionamento della parola e del linguaggio. Questo sforzo non \u00e8 forse vano, tanto \u00e8 impossibile parlare fuori genere e fuori corpo, salvo essere ricondotti al silenzio? La via della lettera, fuori senso, preconizzata da Lacan, diversamente appare pi\u00f9 fertile, lei che apre una nuova prospettiva sulla femminilizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Esaurendosi nella caccia ai sembianti, sempre sospetti di essere prescritti dall\u2019Altro, un\u2019altra tendenza del neo-femminismo contemporaneo fa grande rumore. Alla ricerca di una maggiore consistenza ontologica della femminilit\u00e0, essa situa la lotta politica al posto stesso del corpo femminile, in un tentativo di controllo del godimento. Milita in particolare a favore di un lesbismo politico per meglio affrancarsi dal potere maschile. La falsa <em>sorellanza<\/em> di corpi che ne deriva non \u00e8 forse un esito fittizio basato in definitiva sull\u2019immaginario dei corpi?<\/p>\n\n\n\n<p>Lacan ha aperto una via diversa da quella del discorso. Radicalmente sovversiva della tradizione, ha trovato la sua fonte nella parola delle analizzanti e degli analizzanti.<\/p>\n\n\n\n<p>La definizione della femminilit\u00e0 non ci lascia tranquilli. L\u2019essere che la parola ci conferisce \u00e8 poco consistente, sfuggente, il che ci trascina in una passione della parola giusta che direbbe finalmente l\u2019essere femminile autentico. Non \u00e8 questo che pu\u00f2 spingere una donna a cercare nell\u2019analisi un terreno che si sottrae di meno? Ora, come dice Lacan, delle donne \u00abse ne pu\u00f2 dire tutto, anche se proviene dal senza ragione<a href=\"#_edn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>\u00bb. Su questa via, l\u2019analisi conduce al di l\u00e0 delle finzioni alle quali l\u2019Altro ci avrebbe assegnato, all\u2019incontro della contingenza dei significanti che governavano la nostra vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 del tappo fantasmatico che compensava la nostra mancanza ontologica, l\u2019analisi mette in luce l\u2019esperienza di ci\u00f2 che Lacan chiama il sesso come tale, a partire dalla logica del <em>non-tutto<\/em>. Essa si accompagna con una rete pi\u00f9 fondamentale di quella del fantasma, pi\u00f9 stabile dei valori del genere, pi\u00f9 forte di tutto, l\u00e0 dove si esiste veramente e in modo unico. \u00c8 la via del <em>sintomo<\/em> che, in questo senso, ci femminizza.<\/p>\n\n\n\n<p>Che ci siano <em>delle<\/em> donne e non <em>La<\/em> donna, non significa che la loro esistenza preceda la loro essenza, ma che essa \u00abfa a meno dell\u2019essenza della femminilit\u00e0<a href=\"#_edn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>\u00bb secondo la formula di J.-A. Miller. Cosa si pu\u00f2 apprendere a questo proposito dall\u2019esperienza dell\u2019analisi? Cosa si pu\u00f2 estrarre dal principio femminile delle cure di oggi, quelle delle donne come quelle degli uomini? Si guadagnerebbe a dare ai matemi di Lacan delle forme maschili o femminili del desiderio, rispettivamente \u03a6 (a) e \u023a (\u03c6), il loro valore attuale. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ci si pu\u00f2 aspettare dalle Grandi Assise Virtuali Internazionali dell\u2019Associazione Mondiale di Psicoanalisi che dovranno osare tutto, perch\u00e9&#8230; <em>La donna non esiste!<\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Christiane Alberti<\/h5>\n\n\n\n<p><em>Traduzione Laura Pacati<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.grandesassisesamp2022.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/argument1-CA-IT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Scaricare l&#8217;argomento<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref1\">[1]<\/a>. Lacan J., \u00abSovversione del soggetto e dialettica del desiderio nell\u2019inconscio freudiano\u00bb, <em>Scritti<\/em>, vol II., Torino, Einaudi, 2002, p. 825.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref2\">[2]<\/a>. Lacan J., <em>Il Seminario<\/em>, libro ii, <em>L\u2019io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi <\/em>[1954-1955], a cura di A. Di Ciaccia, Torino, Einaudi, 2006, p. 303.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref3\">[3]<\/a>. <em>Ibid<\/em>., pp. 302-303.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref4\">[4]<\/a>. Ivi.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref5\">[5]<\/a>. Lacan J., \u00abI complessi familiari nella formazione dell\u2019individuo. Saggio di analisi di una funzione in psicologia\u00bb, <em>Altri scritti<\/em>, Torino, Einaudi, 2013, p. 83.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref6\">[6]<\/a>. Miller J.-A., <em>in<\/em> \u00abLe Parlement de Montpellier\u00bb, journ\u00e9es UFORCA del 21 &amp; 22 maggio 2011, inedito.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref7\">[7]<\/a>. Lacan J., <em>Il Seminario<\/em>, libro xx, <em>Ancora <\/em>[1972-1973], a cura di A. Di Ciaccia, Torino, Einaudi, p. 74.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref8\">[8]<\/a>. Lacan J., \u00abAppunti direttivi per un Congresso sulla sessualit\u00e0 femminile\u00bb, <em>Scritti<\/em>, vol II., <em>op. cit<\/em>., p. 732.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref9\">[9]<\/a>. \u00ab<em>La<\/em> donna non ex-siste\u00bb (Lacan J., \u00abTelevisione\u00bb [1973], <em>Altri scritti<\/em>, <em>op. cit<\/em>., p. 531).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref10\">[10]<\/a>. Miller J.-A., \u00abProgr\u00e8s en psychanalyse assez lents\u00bb, <em>La Cause freudienne<\/em>, n<sup>o <\/sup>78, 2011, p. 197; tr. nostra.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref11\">[11]<\/a>. Lacan J., \u00abLo stordito\u00bb [1972], <em>Altri scritti<\/em>, <em>op. cit<\/em>., p. 463.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref12\">[12]<\/a>. Miller J.-A., \u00abLiminaire\u00bb, <em>Ornicar?<\/em>, n<sup>o <\/sup>22-23, printemps 1981, p. 1; tr. nostra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra un anno si aprir\u00e0 la Grande Assise virtuale dell\u2019AMP. Essa giunge in un momento in cui un vento soffia ovunque. Le voci delle donne stanno emergendo, rompendo un silenzio che viene da lontano. 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