{"id":7437,"date":"2021-04-23T23:42:51","date_gmt":"2021-04-23T21:42:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.grandesassisesamp2022.com\/ma-non-e-che-un-sogno\/"},"modified":"2021-06-01T00:07:25","modified_gmt":"2021-05-31T22:07:25","slug":"ma-non-e-che-un-sogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grandesassisesamp2022.com\/it\/ma-non-e-che-un-sogno\/","title":{"rendered":"Ma non \u00e8 che un sogno?"},"content":{"rendered":"<p><em>Abbiamo il piacere di diffondere il testo dell\u2019intervento previsto per l\u2019apertura del XII Congresso dell\u2019Associazione mondiale di psicoanalisi, che doveva tenersi quest\u2019anno a Buenos Aires, sul tema \u201cIl sogno. La sua interpretazione e il suo uso nella cura lacanaiana\u201d. Verso il 2022 e il prossimo Congresso a Parigi, leggiamolo da oggi. La redazione.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019interpretazione dei sogni \u00e8 un libro scritto da poco pi\u00f9 di centovent\u2019anni. \u00c8 anche il nome di un cantiere aperto da Freud, di un\u2019impresa a cui molti si sono affrettati a partecipare. Inizialmente il libro era il solo manuale di psicoanalisi aperto al contributo di ognuno e di tutti. Ad un certo punto Freud ha deciso che lo stato attuale del testo non doveva pi\u00f9 essere rimaneggiato. Certe problematiche che si troveranno in seguito, in particolare a proposito dell\u2019al di l\u00e0 del principio di piacere, non figurano pi\u00f9; ugualmente un capitolo di Otto Rank, incluso in un primo tempo nel volume, \u00e8 stato eliminato. In una lettera del 1911 a Samuel Jank\u00e9l\u00e9vitch, Freud considera che l\u2019opera non sia traducibile in francese1.<\/p>\n<p>Sognatore e interprete<\/p>\n<p>Freud si domandava se i sogni potevano essere comunicati. Nel 1930, scriveva in una nota de L\u2019interpretazione dei sogni: \u201cquasi mai ho comunicato l\u2019intepretazione integrale, a me nota, di un sogno personale\u201d2.<br \/>\nBisogna cogliere che Freud temeva che il desiderio del sognatore, del soggetto Freud, fosse cancellato. Ha perfino potuto proporre ai traduttori di appropiarsi dei loro stessi sogni al posto dei suoi3, cosa ad esempio che ha fatto Abraham A. Brill negli Stati Uniti. Questo senza dubbio consente di chiarire perch\u00e9 Freud, nelle Nuove conferenze d\u2019introduzione alla psicanalisi, pu\u00f2 dire che \u201c[il sogno non rappresenta] di per s\u00e9 [\u2026] un\u2019espressione sociale, un mezzo per farsi capire. E infatti non comprendiamo che cosa vuol dirci, n\u00e9 lo sa meglio lui stesso\u201d4.<br \/>\nSilvia Baudini e Fabi\u00e1n Naparstek, nella loro presentazione al XII congresso dell\u2019Associazione mondiale di psicoanalisi, sottolineano che \u201cI sogni non sono trasparenti!\u201d5 Freud ad un certo momento nota che parlare dei propri sogni nei salotti e interpretarli era diventato un gioco. Si era trovato un nuovo legame sociale! Freud segue un altro percorso.<br \/>\nIl metodo d\u2019interpretazione dei sogni di Freud passa attraverso la libera associazione, che permette di accedere ai \u201cpensieri latenti del sogno\u201d. Il metodo dell\u2019associazione suppone \u201cdi curarci il meno possibile [\u2026] del sogno manifesto\u201d6. L\u2019interpretazione che libera le associazioni non \u00e8, secondo Freud, che un preliminare all\u2019interpretazione dell\u2019analista, il quale formula \u201cci\u00f2 che il paziente ha solo sfiorato\u201d. Le formulazioni cos\u00ec comunicate al paziente suppongono un lavoro di costruzione dell\u2019analisi. Freud non teme d\u2019intervenire: noi \u201ccompletiamo gli accenni, traiamo conclusioni inconfutabili, enunciamo esplicitamente ci\u00f2 che il paziente nelle sue associazioni ha solo sfiorato\u201d7. In effetti, per lui, quello che sembra aggiungersi al sogno: associazione o costruzione, in particolare, lettura dei simboli, fa parte del sogno. Il sogno interpreta, ma l\u2019interpretazione comprende anche commentare, modulare, associare \uf02d tutto questo appartiene al sogno! Qui si vede che Freud non si pone in qualit\u00e0 di psicologo. Nella Traumdeutung il sognatore e l\u2019interprete sono inseparabili.<\/p>\n<p>Il buco che risveglia<\/p>\n<p>Se il sogno non punta ad essere interpretato, significa che il sogno serve ad altro. Freud annota che se il sogno serve all\u2019io e al desiderio di dormire, soddisfa soprattutto un desiderio pulsionale in forma di realizzazione di un desiderio allucinato8. Questa soddisfazione del desiderio \u00e8 vissuto come presente. E, per Freud, questo desiderio si pu\u00f2 formulare in una frase. Di fatto, il sogno oscilla tra immagini, figure e dunque sembianti, ma anche enunciati, linguaggio. E soprattutto procura una soddisfazione proprio reale.<br \/>\nDapprima Lacan ha voluto ridurre questa soddisfazione a un effetto grammaticale, alla forma verbale del realizzato per pi\u00f9 tardi riconoscere nel sogno la presenza di un pi\u00f9-di-godere. \u00c8 proprio d\u2019altronde il reale pulsionale, il godimento stesso, che rischia di provocare il risveglio del sognatore. Lacan, nel 1975, ci indica che quello che Freud designava con il reale pulsionale \u00e8 innanzitutto un buco nel linguaggio, nel significante, nel corporeo dell\u2019origine del soggetto9.<\/p>\n<p>Non volersi risvegliare<\/p>\n<p>Come evitare il risveglio? Dicendosi: \u201cNon \u00e8 che un sogno!\u201d<br \/>\nQuesto solleva l\u2019interrogativo del sogno nel sogno. Per Freud, qualificare di sogno il sogno, nel suo stesso contenuto, non lo svaluta, ma cerca di separarlo dalla realt\u00e0: \u201cquando un certo avvenimento viene posto dal lavoro onirico stesso in un sogno, ci\u00f2 significa la pi\u00f9 decisa conferma della realt\u00e0 di questo avvenimento, la sua pi\u00f9 vigorosa asserzione. Il lavoro onirico si serve del sognare stesso come di una forma di rifiuto e conferma con ci\u00f2 il giudizio che il sogno \u00e8 l\u2019appagamento di un desiderio\u201d10. Il sogno nel sogno \u00e8 dunque traccia di un rifiuto, che segna che \u00e8 proprio realizzazione di desiderio e, in fondo, indice del reale pulsionale. Non \u00e8 che un sogno indica per noi la traccia del reale del godimento, ma in quanto soggetto la rifiuta.<br \/>\nQuesto tema si ritrova un po\u2019 pi\u00f9 avanti nel testo: ma non \u00e8 che un sogno mira ad addormentare un\u2019istanza di censura che vorrebbe interrompere il sogno: \u201cImmagino che la critica dispregiativa [\u2026] compaia dunque nel sogno quando la censura, che non dorme mai totalmente, si sente colta di sorpresa dal sogno che ha gi\u00e0 ammesso\u201d11. Si sottovaluta il sogno per permettergli di proseguire senza risveglio.<br \/>\nLacan parte da questo punto quando si tratta di commentare l\u2019osservazione (di Nacht ne La psicoanalisi attuale) \u201cun sogno dopo tutto, non \u00e8 che un sogno\u201d, interrogandosi: \u201cNon conta niente il fatto che in esso Freud abbia riconosciuto il desiderio?\u201d12 Questa osservazione equivale, in effetti, a non volersi risvegliare di fronte all\u2019incontro del desiderio di Freud cos\u00ec presente in quello che trasmette sul sogno. Poich\u00e9 Freud ha riconosciuto nel sogno un desiderio, \u00e9 il desiderio che si manifesta e in particolare quello dello psicanalista. Freud osservava che pochi potevano come lui decifrare i loro sogni.<\/p>\n<p>Il lavoro del sogno<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 che un sogno \u00e8 un\u2019osservazione del soggetto, l\u00e0 dove incontra un desiderio che non \u00e8 soggetto, propone Lacan negli Scritti13. Non \u00e8 dunque il soggetto che compie il lavoro del sogno, ma il sogno stesso. Il primo lavoro \u00e8 quello della distorsione \u2013 tale \u00e8 la traduzione di Lacan di l\u2019Entstellung di Freud. Se le cose stanno cos\u00ec, spostate ma soprattutto distorte, \u00e8 perch\u00e9 nessun significante pu\u00f2 accordarsi a un significato, c\u2019\u00e8 uno scivolamento di uno sull\u2019altro. C\u2019\u00e8 scivolamento perch\u00e9, nel sogno, i legami del significante al significato sono sciolti. Il sogno mostra lalangue all\u2019opera. Detto altrimenti, il sogno utilizza un aspetto del linguaggio, lo scivolamento del significante sul significato. Per manifestare cosa? Un reale che sfugge e, di fatto, attacca i legami della significazione!<br \/>\nNel sogno in fondo si tratta dell\u2019irrapresentabile che tocca il reale. L\u2019Entstellung non \u00e8, per Freud, che la traccia di questo reale al quale lo conduce il desiderio dell\u2019analista. Lacan ha tradotto anche Entstellung con ex-sistenza. Che cosa esiste nel sogno? Innanzitutto sono le pulsioni. E se le pulsioni ex-sistono, secondo Lacan, \u00e8 anche perch\u00e9 sono soprattutto spostamento. Non sono nel posto dove dovrebbero. Lacan ha annodato l\u2019impossibile da scrivere e da sapere con il reale pulsionale: \u201c\u00c8 proprio questo che Freud designa parlando dell\u2019ombelico del sogno. [\u2026] in modo tale che ci\u00f2 indica un\u2019analogia, del tutto analoga a ci\u00f2 che \u00e8 indicato come reale pulsionale\u201d14. Lacan usa lo stesso termine per il desiderio nel sogno e per le pulsioni: Entstellung, spostamento e ex-sistenza. Ci\u00f2 che non \u00e8 al suo posto e non pu\u00f2 esserlo, \u00e8 il sessuale.<br \/>\nPer Freud, l\u2019essenziale del sogno non \u00e8 nei pensieri latenti messi in luce dall\u2019associazione libera. L\u2019essenziale \u00e8 il lavoro del sogno. Si tratta di sapere qual \u00e8 il meccanismo che permette di passare dal sogno manifesto ai pensieri latenti, ovvero questo lavoro che suppone l\u2019effetto della censura che \u00e8 sempre all\u2019opera. Se non ci fosse la censura perch\u00e9 parlare di desiderio, di rimozione e di latenza? Se Freud si interessa di pi\u00f9 al lavoro del sogno, \u00e8 che trova la traccia prova di una deformazione. La deformazione introdotta dalla sessualit\u00e0 rende certo anche quello che d\u2019altra parte cercher\u00e0 nel suo Mos\u00e9. Cercher\u00e0 la traccia di una storia alterata, di un crimine, di una sostituzione. In Freud, \u00e8 anche in effetti la traccia di un assassinio. Da Totem e Tab\u00f9 a Mos\u00e8 passando per Edipo, l\u2019ex-sistenza si annoda alla figura impossibile del padre morto del godimento.<br \/>\nI contemporanei di Freud sono stati sedotti dall\u2019interpretazione data dall\u2019associazione libera con la latenza, pi\u00f9 che col sessuale. Adler voleva che la realizzazione di desiderio alimentasse la tendenza a rassicurarsi. Jung desiderava rimpiazzare i sogni di Freud con i sogni di pazienti nella Traumdeutung. Sognavano di un sogno tranquillo! \u00c8 senza dubbio una delle ragioni che hanno deciso Freud a scrivere nella prefazione della seconda edizione: \u201cmi \u00e8 apparso [questo libro] come un brano della mia autobiografia, come la mia reazione alla morte di mio padre, dunque all\u2019avvenimento pi\u00f9 importante, alla perdita pi\u00f9 straziante nella vita di un uomo\u201d15. Freud segue il cammino che indica il suo desiderio. Desiderio che passa attraverso il lavoro del sogno, come traccia stessa della rimozione della sessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Una mancanza-ad-essere sessuata<\/p>\n<p>Lacan interviene introducendo un nuovo termine per cogliere l\u2019interrogativo del desiderio nel sogno. Il termine \u00e8 quello della domanda. Questa domanda oscura \u00e8 il cuore del sogno, in un al di qua di un desiderio vicino alla pulsione. Come Lacan sottolinea pi\u00f9 tardi, prima di dirci qualcosa nel sogno c\u2019\u00e8 un \u00e7a vuole: \u201cquando interpretiamo un sogno, a guidarci non \u00e8 certo l\u2019interrogativo che cosa vuol dire?, e nemmeno che cosa vuole egli per dire questo?, bens\u00ec che cosa, nel dire, vuole?\u201d16<br \/>\nIn effetti questa domanda oscura, quasi reale, che quando \u00e8 esplicita diventa transitiva, \u00e8 anche ci\u00f2 che deve essere superato per scavare un aldil\u00e0, un vuoto che esiste. \u00c8 il desiderio che ex-siste alla domanda. \u00c8 che, se il sogno domanda anche un\u2019interpretazione, non gli si da completa soddisfazione, affinch\u00e9 ci\u00f2 che si soddisfa nel sogno emerga, e che l\u2019inconscio venga interpretato.<br \/>\nCi vorr\u00e0 del tempo a Lacan per accorgersi che il vuoto nel sogno \u00e8 occupato dall\u2019oggetto causa di desiderio. C\u2019\u00e8 della domanda, nel Wunsch di Freud, ma come precisa Lacan nel 1977: \u201cIl sogno differisce, differeud, perch\u00e9 differenzia, certo in modo non manifesto e del tutto enigmatico \uf02d basta vedere la pena che si d\u00e0 Freud \u2013, quello che bisogna chiamare una domanda e un desiderio. Il sogno chiede delle cose, ma anche l\u00ec, la lingua tedesca non aiuta Freud, dato che egli non trova un altro modo di indicarlo se non chiamandolo auspicio, Wunsch, il quale, insomma, si trova tra domanda e desiderio\u201d17.<br \/>\nIn questa mancanza, in questo vuoto al di l\u00e0, per Lacan, si tratta di essere e non di avere. Il desiderio non \u00e8 del campo dell\u2019avere, tocca all\u2019essere. Il desiderio non \u00e8 soggetto, ma \u00e8 presenza nel sogno di mancanza-ad-essere. \u00c8 solo una mancanza-ad-essere sessuata, d\u2019un sessuale che parla. Il sognatore \u00e8 un parlessere. Il sesso nel sogno come altrove \u00e8 un dire. Lacan \u00e8 l\u2019unico a afferrare che il dire di Freud \u00e8: Non c\u2019\u00e8 rapporto sessuale. E dunque, a causa di questo e attraverso questo, c\u2019\u00e8 il sogno.<\/p>\n<p>La faglia del sognatore mascherato<\/p>\n<p>Lacan puntualizza \u201cche il sogno, ci dice Freud, \u00e8 essenzialmente egoistico, che in tutto ci\u00f2 che il sogno ci presenta, dobbiamo riconoscere la richiesta dell\u2019Ich sotto la maschera. Bench\u00e9 non si articoli come Ich, e che si mascheri, nonostante questo \u00e8 presente\u201d18. Ed \u00e8 proprio per questo che questo je assente \u00e8 rappresentato nel sogno da una folla, quella di tutti i piccoli altri che popolano il sogno e che sono anche il sognatore, ma mai \u201cje\u201d. Il desiderante \u00e8 cos\u00ec condannato a essere disperso e apparire sotto una maschera sociale.<br \/>\nBorges dice: \u201cle maschere mi hanno sempre fatto paura\u201d19 \uf02d questo \u00e8 in comune con la mia bambina. I bambini hanno paura di ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 dietro la maschera dell\u2019Altro dell\u2019adulto. L\u2019adulto pu\u00f2, come Borges, pensare di strappare la maschera: \u201cHo paura di strappare la maschera perch\u00e9 ho paura di vedere il mio vero volto che immagino atroce. Su quel volto ci potrebbe essere la lebbra, il male o qualcosa di pi\u00f9 terrificante di quanto posso immaginare\u201d. Il risveglio sar\u00e0 sempre un tentativo di estrazione del soggetto dalla folla sognata e sognante affinch\u00e9 je si ritrovi al risveglio. Ma je non voule sapere quello che c\u2019\u00e8 dietro la folla e le sue maschere. \u00c8 un falso risveglio. Oggi ci consigliano di restare mascherati!<br \/>\nLacan indica dunque che il desiderio di dormire \u00e8 complice del desiderio del sogno evitando la realt\u00e0 che s\u2019incontra al risveglio. Ma \u00e8 complice fino ad un certo punto. Non vuole che si sveli il desiderante, ovvero il piccolo a, il soggetto in quanto egli \u2013 non je, ma egli \u2013 \u00e8 un oggetto a. La folla serve anche a dissimulare il nostro essere di a.<br \/>\nQuesto rivela il sogno della farfalla: \u201cZhuangzi sogn\u00f2 che era farfalla, svolazzante, felice del suo destino, non sapendo che era Zhuangzi. Si svegli\u00f2 di colpo e si accorse di essere Zhuangzi. Non sapeva pi\u00f9 se era Zhuangzi che stava sognando di essere farfalla o se era una farfalla che sognava di essere Zhuangzi. La differenza fra Zhuangzi e la farfalla si chiama differenza degli esseri\u201d.si Cos\u00ec nello stesso capitolo intitolato \u201cDell\u2019unificazione\u201d, Zhuangzi pu\u00f2 dire: \u201cNon sappiamo che sognamo quando sognamo e interpretiamo i nostri sogni sognando. [\u2026] \u00e8 solamente al grande risveglio che capiremo di aver fatto un grande sogno. Colui [soggetto] che crede di essere sveglio, crede di distinguere un principe da un pastore. Che pretesa! Confucio e tu [siete] dei sogni, e io che ti dico che sei un sogno sono anch\u2019io un sogno\u201d20.<br \/>\nPer Lacan, Tchouang Tseu \u00e8 proprio una farfalla, le cui ali sono costellate di ocelli, una farfalla che \u00e8 uno sguardo. Ma, in fondo, forse che il sogno di Lacan non \u00e8 da \u201crealizzare\u201d, da rendere presente questo oggetto del sogno incoglibile al risveglio, un oggetto che faccia limite al sapere, ai sembianti del mondo, un oggetto di sogno o il sogno di un oggetto?<br \/>\nIl lavoro del sogno non si ferma qui, non alla deformazione, non all\u2019oggetto. Non \u00e8 sufficiente che le cose siano deformate. Ci vuole l\u2019elaborazione secondaria. Il sogno implica dei buchi. Ebbene l\u2019elaborazione secondaria li tapper\u00e0, e render\u00e0 il sogno comprensibile, ovvero comunicabile e dunque comune. Esiste una funzione che mira a costruire una facciata al sogno, per renderlo socializzabile, comunicabile, presentabile e coerente. Questa facciata \u00e8 spesso mutuata dal fantasma, dal sogno diurno, secondo Freud, o alla fantasticheria, che si classifica dal lato immaginario. Questi fantasmi sono, sempre secondo Freud, costruiti su ricordi dell\u2019infanzia, come \u201cmolti palazzi romani di stile barocco rispetto alle rovine antiche: le pietre e le colonne degli edifici antichi hanno fornito il materiale per la costruzione dei palazzi moderni\u201d21.<br \/>\nAnche il sogno permette di far rappresentare, al passaggio, elementi che indicano direttamente il godimento. Quello che Freud qualifica del termine \u00dcberdeutlich, si traduce in generale con \u201csuper chiaro\u201d o \u201cchiaro in modo anormale\u201d.<br \/>\nL\u2019\u00dcber \u00e8 d\u2019altronde all\u2019opera ad ogni tappa. Il sogno fa che l\u2019irrappresentabile sia tradotto in parte dal rappresentabile. Per esempio, alcuni elementi del sogno ne rappresenteranno altri transferali. Il transfert \u00e8 innazitutto un mezzo del sogno \u2013 l\u2019\u00dcbertragung. Infatti, il caso di Dora \u00e8 sia l\u2019analisi di un sogno che di un transfert. Di pi\u00f9, la convinzione del paziente deve passare ad un livello pi\u00f9 elevato, l\u2019\u00dcberzeugung, che fornisce la costruzione dell\u2019analisi quando \u00e8 comunicata al paziente. Questa convinzione inoltre \u00e8 quella che conferisce il carattere ripetitivo del sogno. Per Lacan, quello che sveglia non \u00e8 la realt\u00e0, ma la realt\u00e0 mancata. E ci\u00f2 che manca \u00e8 la realt\u00e0 della stessa causa, che sfugge. Per Freud, nel sogno del bambino che brucia, \u00e8 il padre che manca la realt\u00e0 del figlio. La faglia del padre si coglie nel sonno di un altro, di un vecchio, il quale fa che la realt\u00e0 manchi. Nel sogno, cercate dunque la faglia!<\/p>\n<p>Nel vuoto della realt\u00e0 mancata<\/p>\n<p>Nel vuoto della realt\u00e0 mancata nel sogno si colloca la realt\u00e0 psichcica. Lacan indica di non interpretare il padre. Ma non \u00e8 qui la faglia di Freud in questo sogno, nel suo desiderio inserito nella questione del padre. Freud, padre anche degli analisti, diviene colui che provvede al poco di realt\u00e0. La mancanza della realt\u00e0 del padre scava per Freud un posto, una spiaggia. In quel posto possono alloggiare il desiderio e una realt\u00e0: l\u2019inconscio. Ecco una novit\u00e0 nel mondo, un nuovo senso al quesito del realismo, della realt\u00e0.<br \/>\nAl posto di ci\u00f2 che \u00e8 mancato viene la ripetizione. Lacan, nel seminario XI, parla del sogno del bambino che brucia come un omaggio alla realt\u00e0 mancata: \u201crealt\u00e0 che non pu\u00f2 pi\u00f9 darsi, se non ripetendosi indefinitamente, in un risveglio indefinitamente mai raggiunto\u201d22.<\/p>\n<p>Quello che di noi \u00e8 il pi\u00f9 reale<\/p>\n<p>Per Lacan, il sogno di Freud indica un risveglio verso il reale, un reale che va oltre il quesito del padre. L\u2019assenza di risveglio alla realt\u00e0 inconscia, il risveglio impossibile, diviene pi\u00f9 reale di colui che provvede alla realt\u00e0 del moto del mondo. \u00c8 di pi\u00f9 di un risveglio. Secondo Lacan, di pi\u00f9 della realt\u00e0 portata dal padre freudiano, quella che passa con la castrazione. \u00c8 anche di pi\u00f9 di ci\u00f2 che ci promette la \u201crealt\u00e0\u201d della scienza. Per Lacan, la realt\u00e0 nel sogno \u00e8 un mezzo che ci fornisce attraverso la mancanza perfino l\u2019accesso a qualcosa d\u2019altro, a ci\u00f2 che \u00e8 in gioco del reale nell\u2019inconscio.<br \/>\nDa notare che la ripetizione ha il compito della nuova realt\u00e0. La ripetizione del sogno traumatico restitutisce al soggetto la traccia di una realt\u00e0 impossibile da cogliere, la stessa dell\u2019evento traumatico, che ora \u00e8 diventata una \u201crealt\u00e0 psichica\u201d. \u00c8 proprio il risveglio impossibile a fornirci, nella sua impossibilit\u00e0, il risveglio a qualcosa che di noi \u00e8 il pi\u00f9 reale.<\/p>\n<p>Il sogno \u00e8 una svista<\/p>\n<p>Che cosa succede quando sognamo? Borges, che si pone la domanda, evoca Shakespeare e dicendo che nel sogno forse \u201cnoi siamo ci\u00f2 che Shakespeare ha chiamato the thing I am, \u201cla cosa che io sono\u201d, forse noi siamo noi stessi o la Divinit\u00e0\u201d23.<br \/>\nLacan ci indica nella Prefazione dell\u2019edizione inglese del Seminario XI, che l\u2019inconscio sogna veramente. Si potrebbe pensare che sogna veramente perch\u00e9 \u00e8 freudiano, perch\u00e9 trasferisce su Freud. Per Lacan questa verit\u00e0 \u00e8 parte del miraggio, del sogno poich\u00e9 \u201cci si deve attendere solo la menzogna\u201d24. Quello del sintomo, ad esempio, Freud lo chiamava proton pseudos. Il sogno non \u00e8 il sintomo. Lacan nel suo Seminario II dice che non hanno in comune che una grammatica. Aggiunge: \u201cSono differenti quanto un poema epico e un\u2019opera sulla termodinamica\u201d. Ci\u00f2 che li distingue \u00e8 la durata, il tempo: \u201cun sintomo \u00e8 sempre inserito in uno stato economico globale del soggetto, mentre il sogno \u00e8 uno stato localizzato nel tempo, in condizioni estremamente particolari. Il sogno non \u00e8 che una parte dell\u2019attivit\u00e0 del soggetto, mentre il sintomo si estende su pi\u00f9 campi\u201d25. In effetti il sintomo \u00e8 la permanenza di un modo di godere, \u00e8 la scelta di un partner, \u00e8 il reale quando diventa insopportabile, \u00e8 ci\u00f2 che tesse un\u2019esistenza, \u00e8 un\u2019arte. Notiamo che sogno e sintomo partecipano alla scrittura \u2013 anche se il sogno pende dalla parte della letteratura, pi\u00f9 poema di transfert, mentre il sintomo pende dalla parte del matema. Alla fine della cura questa distinzione si attenua. Il sogno prende la piega del sintomo, si accorda. Il sogno \u00e8 un istante che si sogna per sempre. E in questo caso, come sottolinea Lacan, \u00e8 il sogno di un risveglio: \u201cL\u2019assenza di tempo \u00e8 una cosa che si sogna, \u00e8 ci\u00f2 che si chiama l\u2019eternit\u00e0, e questo sogno consiste nell\u2019immaginare il risveglio\u201d26.<br \/>\nIl nostro sintomo con Lacan \u00e8 il reale. E allora, il sogno non \u00e8 che un sogno? Il reale del sogno, questo buco che vogliamo tappare con la tappezzeria dei nostri fantasmi, tutto questo pu\u00f2 venire a spostare il sintomo? Con il sogno Freud ci indica una via regia senza dubbio perch\u00e9 \u00e8 anche un pezzo del reale, di una svista. Il sogno \u00e8 una svista perch\u00e9, in mancanza del vero risveglio, fallisce del tutto. Perde il senso della realt\u00e0. Manca il risveglio. Il sogno \u00e8 un lembo del caso che ci indica ci\u00f2 che manca (che si perde) e che riesce a farci toccare un lembo del reale.<br \/>\nCi\u00f2 che ci fa dire non \u00e8 che un sogno allude al desiderio di tessere un destino con i propri sogni. Ma ogni sogno, preso seriamente, buca ogni idea di questo destino. I sogni pertanto non ci incatenano ma ci danno una via d\u2019uscita. Dire non \u00e8 che un sogno \u00e8 la svista per non risvegliarsi. Senza dubbio poich\u00e9 il sogno \u201c\u00e8 un\u2019opera di finzione\u201d27. Il sogno non \u00e8 privo di legami con i nostri fantasmi. Ne \u00e8 la forza, la poesia e la debolezza nei riguardi del reale. Lacan ne fa una prova di verit\u00e0 per gli analisti: il sintomo vi ha fatto uscire dal miraggio del vero? il vostro inconscio si \u00e8 messo a sognare del reale piuttosto che del vero? Potete dimostrarlo?<\/p>\n<p>Si ha bisogno del risveglio oggi?<\/p>\n<p>Mi direste che si ha bisogno del risveglio? il nostro tempo mostra che a dormire tutti insieme metter\u00e0 presto fine ai sogni umani e si finir\u00e0 per distruggere il pianeta. Il sintomo umano \u00e8 l\u2019inquinamento: si trova la presenza dell\u2019uomo attraverso i rifiuti. Non \u00e8 una novit\u00e0.<br \/>\nCi\u00f2 che distrugge il pianeta \u00e8 l\u2019incubo scientista che pu\u00f2 sedurre perch\u00e9 ci fa credere che ci sbarazzer\u00e0 del vero per sostituirlo con il verificato che esclude il reale. Lo scientismo \u00e8 un discorso che ci impone di non prendere sul serio i sogni, dunque bandisce Freud. Questo discorso non ha colto che esistono pi\u00f9 reali: quello della scienza, dell\u2019arte e della letteratura e quello della psicoanalisi, cio\u00e8 del sintomo. Il sintomo ci mostra \u201cl\u2019artificio dei canali attraverso i quali il godimento arriva a causare quel che si legge come il mondo\u201d28. La ricerca di Freud per far valere la realt\u00e0 psichica prosegue in quello che oggi ci indica Jacques-Alain Miller: \u201cL\u2019evento di corpo che \u00e8 il godimento appare come la vera causa della realt\u00e0 psichica\u201d29.<br \/>\nConsiderare il triplo nodo del reale ci permetterebbe forse di non buttare a mare e oltre i nostri confini i sognatori, i dreamers, tutti coloro che vogliono una vita migliore. La psicanalisi con i sogni ci mostra buchi, mancanze dove collocare qualcosa di possibile. Come indica J.-A. Miller, Lacan partendo dall\u2019essere, ha saputo cogliere ci\u00f2 che fa buco nel sogno. Anche Joyce a modo suo ci portava in quella direzione poich\u00e9 Finnegans Wake \u00e8 un sogno che gira intorno al buco che si trova in un anello di lalangue. I fantasmi contemporanei \u2013 la maggior parte dei quali sono derivati dalla scienza che quando \u00e8 scientista \u2013 esistono per tappare i buchi che la letteratura, la quale per prima (ha bisogno del sogno) e la psicanalisi dopo continuano a scavare. I fantasmi scientisti non permettono il transumanismo, che nasconde male in che cosa consiste il transsessualismo pi\u00f9 pansessuale che in Freud e mira ad assicurare un pi\u00f9-di-godere che gi\u00e0 vela la perdita del godimento necessario.<br \/>\nIl lavoro del sogno consiste nel mantenere il buco aperto, mantenere la traccia dell\u2019 Ent-stellung, cio\u00e8 l\u2019ex-sistenza di un il y a, c\u2019\u00e8. Si tratta di mantenere niente meno che la traccia distorta dell\u2019ex-sistenza umana, del suo esilio originario; una ex-sistenza che non \u00e8 umana senza i sogni, senza l\u2019inconscio.<br \/>\nAlla fine del XX\u00b0 secolo si \u00e8 creduto di uscire dalla subordinazione, cio\u00e8 dall\u2019assoggettamento al padre, alla legge. Si evitava il padre, credendo di sfuggire al peggio. Ma se non sogniamo pi\u00f9 insieme, allora saremo in una situazione peggiore dell\u2019assoggettamento, nella sottomissione muta allo scientismo, al capitalismo liberale, alle \u201cdemocrazie illiberali\u201d, alle burocrazie sanitarie. Ci fisseremo su questa falsa fratellanza degli stessi che esclude tutti gli altri, tutti i sogni e tutti i sognatori.<br \/>\nLa democrazia \u00e8 la condizione della psicanalisi, ma l\u2019inconscio e i sognatori sono la condizione necessari alla democrazia.<\/p>\n<p>1. Cfr. lettera citata da Marinelli L. e Mayer A., R\u00eaver avec Freud. L\u2019histoire collective de l\u2019Interpr\u00e9tation du r\u00eave, Aubier, Paris, 2009, pp.179-180, trad. it. Sognare a libro aperto. L\u2019interpretazione dei sogni di Freud e la storia del movimento psicoanalitico, Bollati Boringhieri, Torino, 2010.<br \/>\n2. Freud S., L\u2019interpretazione dei sogni [1899], in Opere, vol. 3, Bollati Boringhieri, Torino, 1966, p. 107, nota 2.<br \/>\n3. Cfr. Bernays E., Correspondance avec Freud, \u201cLe Coq-h\u00e9ron\u201d, n. 194, septembre 2008, disponibile in https:\/\/www.cairn.info\/revue-le-coq-heron-2008-3-page-81.htm<br \/>\n4. Freud S., Introduzione alla psicoanalisi (nuova serie di lezioni) [1932], in Opere, vol. 11, Bollati Boringhieri, Torino, 1979, p. 125.<br \/>\n5. Baudini S. e Naparstek F., Il sogno. La sua interpretazione e il suo uso nella cura lacaniana, presentazione del XII Congresso della AMP, disponibile in https:\/\/www.congresoamp2020.com<br \/>\n6. Freud S., Introduzione alla psicoanalisi (nuova serie di lezioni) cit., p. 126.<br \/>\n7. Ivi, p. 128.<br \/>\n8. Cfr. ivi, p. 134.<br \/>\n9. Cfr. Lacan J., L\u2019ombilic du r\u00eave est un trou. Jacques Lacan r\u00e9pond \u00e0 une question de Marcel Ritter, \u201cLa Cause du d\u00e9sir\u201d, n. 102, juin 2019, pp. 35-36.<br \/>\n10. Freud S., L\u2019interpretazione dei sogni cit., p. 311.<br \/>\n11. Ivi, p. 447.<br \/>\n12. Lacan J., La direzione della cura e i principi del suo potere [1958], in Scritti, vol. II, Einaudi, Torino, 1974 e 2002, p. 615.<br \/>\n13. Cfr. ivi, p. 624.<br \/>\n14. Lacan J., L\u2019ombilic du r\u00eave est un trou. Jacques Lacan r\u00e9pond \u00e0 une question de Marcel Ritter cit., p. 37.<br \/>\n15. Freud S., L\u2019interpretazione dei sogni cit., p. 5.<br \/>\n16. Lacan J., Il Seminario. Libro XVI. Da un Altro all\u2019altro [1968-1969], Einaudi, Torino, 2019, p. 194.<br \/>\n17. Lacan J., Apertura della Sezione clinica [1977], \u201cLa Psicoanalisi\u201d, n. 55, gennaio-giugno 2014, p. 14.<br \/>\n18. Lacan J., Le S\u00e9minaire. Livre XIV. La logique du fantasma [1966-1967], inedito, lezione del 18 gennaio 1967.<br \/>\n19. Borges J. L., Conf\u00e9rences, Gallimard, Paris, 1985, pp.43-44.<br \/>\n20. Tchouang-Tseu, Le r\u00eave du papillon, Albin Michel, Paris, 1994, pp. 34 -33.<br \/>\n21. Cfr. Freud S., L\u2019interpretazione dei sogni cit., p. 450.<br \/>\n22. Lacan J., Il Seminario. Libro XI. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi [1964], Einaudi, Torino 1979 e 2003, p. 57.<br \/>\n23. Borges J. L., Conf\u00e9rences cit., p. 38.<br \/>\n24. Lacan J., Prefazione all\u2019edizione inglese del Seminario XI [1976], in Altri scritti, Einaudi, Torino, 2013, pp. 564-565.<br \/>\n25. Lacan J., Il Seminario. Libro II. L\u2019io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi [1954-1955], Einaudi, Torino, 2006, p. 141.<br \/>\n26. Lacan J., Une pratique de bavardage, \u201cOnicar?\u201d, n. 19, janvier 1979, p. 5.<br \/>\n27. Borges J. L., Conf\u00e9rences cit., p. 36.<br \/>\n28. Lacan J., Postfazione al Seminario XI [1973], in Altri scritti cit., p. 504.<br \/>\n29. Miller J.-A., L\u2019essere \u00e8 il desiderio, in Miller J.-A. e Di Ciaccia A., L\u2019Uno-tutto-solo, Astrolabio, Roma, 2018, p. 160, disponibile in https:\/\/www.congresoamp2020.com<\/p>\n<p>Traduzione dal francese di Adriana Monselesan e Michela Zanella<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo il piacere di diffondere il testo dell\u2019intervento previsto per l\u2019apertura del XII Congresso dell\u2019Associazione mondiale di psicoanalisi, che doveva tenersi quest\u2019anno a Buenos Aires, sul tema \u201cIl sogno. La sua interpretazione e il suo uso nella cura lacanaiana\u201d. Verso il 2022 e il prossimo Congresso a Parigi, leggiamolo da oggi. La redazione. 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